gli Stili 式

gli Stili 式2017-01-19T10:39:01+00:00
stili esterni
stili interni

Stili esterni… stili interni… quale la migliore strada da percorrere?

Una domanda che alla fine, puntualmente, ci si pone. Un dilemma che influenza, sicuramente il futuro del praticante e secondo i casi, aiuterà a porre le basi sulla sua reale crescita, o lo limiterà nella sua ricerca. A volte, non è detto che ciò che più ci piace, sia la strada migliore da percorrere… quella che per intenderci, potrà produrre i migliori frutti per una concreta evoluzione nelle arti marziali. In questo, sarebbe utile ascoltare il parere di un valido insegnante, che conoscendo realmente l’aspetto tradizionale, potrebbe consigliare al meglio il praticante, aiutandolo con coscienza a porre le basi del suo futuro.

Queste due visioni del Kung-Fu (interno ed esterno), non sono concorrenti o in antitesi fra loro, bensì necessariamente complementari! Come due facce di un’unica medaglia, un aspetto, non esisterebbe senza l’altro, che rappresenta il suo esatto opposto. Non si potrebbe comprendere il giusto se non esistesse lo sbaglio, così come non si apprezzerebbe il bello senza il brutto. Il segreto è nel sapiente bilanciamento di queste due parti, che si generano e si distruggono in un continuo mutamento che deriva da una legge universale ben più complessa, ma che si basa su un unico e semplice principio: l’Equilibrio!

esterniGli Stili Esterni (外家), in accordo con le leggende che ci sono state tramandate, traggono ispirazione dal Kung-Fu del tempio ShaoLin (少林寺), secondo quanto narrato, il sistema ShaoLin, si è sviluppato in un piccolo monastero buddista alle pendici del monte SongShan (嵩山), una delle cinque montagne sacre della Cina e si è diffuso ovunque nel mondo. Molti pensano che la pratica di uno stile esterno, debba essere caratterizzata da una certa enfasi, posta soprattutto sul piano fisico. Ciò è vero in parte, poiché questo modo di praticare l’arte marziale cinese, possiede una matrice interna che dovrà necessariamente emergere nel tempo.

Padroneggiare l’aspetto fisico, rappresenta sicuramente il modo più semplice e rapido, poiché l’indole umana è: “Toccare con mano per credere”. Purtroppo questo modo di pensare e di agire, ci permette di acquisire solamente dei risultati incompleti, che corrisponderanno al nostro limite fisico. In più, di regola, un risultato, proprio perché ottenuto velocemente, con altrettanta rapidità sarà destinato a svanire.

Senza il naturale processo di crescita ed evoluzione, che deve necessariamente contraddistinguere un serio praticante di Kung-Fu Tradizionale, si otterrà solamente il conseguimento di un “mancato obiettivo”, legato purtroppo ai limiti del solo movimento fisico, che inevitabilmente peggiorerà con il trascorrere del tempo. Questo perché, la decadenza fisica, è legata all’invecchiamento del proprio corpo. L’esterno deve quindi svilupparsi secondo una giusta matrice interna!

E’ grazie allo sviluppo della nostra sfera più intima, che il movimento acquisisce il “giusto spessore” nella pratica, favorendo la crescita del praticante! Senza questo necessario sviluppo, si otterranno solamente dei movimenti vuoti e senza senso. Il Kung-Fu, resterà così relegato, nel ruolo di una giovanile esperienza fatta di combattimenti sportivi e gare. Un vecchio detto ammonisce:

La lingua è soffice e rimane… i denti sono duri e cadono!“.

Una frase questa, che dovrebbe aiutare a pensare e farci riflettere su molte cose, indirizzandoci così nella corretta direzione. Molto, dipende dall’apertura mentale dell’individuo, ma l’aspetto forse più importante, deriva da quanto il proprio insegnante sia un vero Maestro e di come, sia capace di trasmettere la propria conoscenza. Mancando certi presupposti, la ricerca sarà purtroppo vana, e si incorrerà nella classica perdita di tempo e di denaro.

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Gli Stili Interni (內家), secondo la leggenda, hanno come matrice le arti taoiste praticate sul monte Wudang (武当山). Il motto di questa versione “morbida” di Kung-Fu è: “Seguire l’andamento naturale delle cose, senza alcuna interferenza“. Non dovrebbero esistere forzature, tutti gli angoli andrebbero smussati… l’immagine è un fiume, che si adatta in modo naturale al suo percorso, fino alla destinazione finale. Il praticante dovrebbe crescere in totale armonia, coltivando dentro di se l’equilibrio; per ottenere concreti risultati, non si devono avere distrazioni, ma bisogna essere concentrati sulla propria crescita.

Come per gli stili esterni, la costante pratica interna, che non abbia una piccola parte del suo opposto, sarebbe incompleta. Un’esagerata ascesi spirituale, nella pratica degli stili interni, porta inevitabilmente alla mancanza di un contatto concreto con la realtà in cui viviamo. Nell’essere umano, la “testa” tende a elevarsi istintivamente verso il cielo, ma i piedi devono restare ben piantati per terra. Ciò la dice lunga su come si dovrebbe affrontare la corretta pratica nel Kung-Fu tradizionale cinese. La regola è la seguente: di solito in gioventù, si è esuberanti, si è abituati a dare una risposta più “fisica” alle situazioni. Sarebbe quindi consigliato un approccio più “pratico”, rivolto verso il corretto esercizio di uno o più stili esterni. Ciò che conta non è ciò che si pratica, ma con chi si pratica! Ricordate che la trasmissione delle arti marziali è legata agli esseri umani, quindi è molto importante la celta del proprio Maestro.

Con il trascorrere del tempo e il conseguente avanzamento dell’età, le cose cambiano! S’inizia in molti casi, ad approfondire un dialogo con se stessi, con il proprio “io” interiore. Per questo motivo, l’attenzione, dovrebbe spostarsi maggiormente, verso qualcosa che ponga l’accento sul benessere generale, sul proprio Equilibrio (平衡), sulla ricerca dell’Armonia (和諧). Per la naturale evoluzione del proprio essere, sarebbe quindi importante, una corretta pratica di uno stile interno.


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Naturalmente ciò non è da considerarsi una regola in senso assoluto! Esistono eccezioni d’insegnanti, che per tutta una vita hanno praticato solo la versione interna, o quella esterna del Kung-Fu. Sicuramente, hanno però saputo equilibrarsi per l’aspetto mancante e supplendo a questa carenza, sono riusciti a trovare il “giusto compromesso” nella pratica della loro arte. Ciò ha permesso loro, di esercitarsi fino a tarda età con successo e con grande vigore.

In sincronia con le leggi di armonia universale, l’eccesso di “esterno” o di “interno” non è mai una cosa positiva! Nell’arte marziale tradizionale, tutto è equilibrato nella giusta misura e l’insegnamento del proprio Maestro, dovrebbe essere un sapiente amalgama di essenza interiore e movimento reale, che dovrebbe condurre il praticante lungo la via che conduce della scoperta del “SE”.

Gli “estremismi”, non hanno mai portano a niente di buono e non aiuteranno certo il praticante a diventare un vero Maestro! Molti credono che per ottenere buoni risultati nelle arti marziali, occorra avere passione ed esercitarsi in una pratica costante, magari praticando un solo stile per tutta una vita! Ciò è vero in parte, in quanto, per una corretta pratica, sono forse più importanti i seguenti due requisiti:

  • La scelta del proprio Maestro
  • Il DNA dell’Allievo

Il primo punto è legato, all’avveduta scelta del proprio Shifu! In questa ricerca, non aiuta certo la pubblicità (internet, eventuali riviste di settore). Nel caos generato da tutto ciò, non è certo facile convogliare le proprie energie, nella giusta direzione. Tutto ciò che riguarda i media, può essere manipolato ad hoc e portare così, “acqua al proprio mulino”, per interessi personali, prettamente commerciali, sete di potere o mera presunzione. Con certi mezzi, si cerca di costruire il “mito”, spesso però, le reali capacità, non corrispondono a quanto pubblicizzato, poiché è facile “spararle grosse”, su un articolo o su internet! La realtà però è una cosa ben diversa.

Esiste comunque un modo sicuro per non lasciarsi ingannare, da questo insistente a volte fastidioso, bombardamento mediatico al quale siamo costantemente sottoposti! La risposta è nel semplice e inequivocabile “fare esperienza diretta”. Se realmente si è appassionati di Kung-Fu Tradizionale, bisogna trovare il tempo di andare a “conoscere in prima persona”, senza fermarsi a quanto si legge sulle riviste di settore, nei forum o sui vari social network, tanto in voga oggi. Certi canali d’informazione, dovrebbero essere considerati il punto di partenza di una ricerca, mentre spesso, rappresentano superficialmente il punto di arrivo!

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In questo modo, ciò che è giusto potrebbe diventare sbagliato e viceversa. In certe discussioni e nei vari articoli, tutto sembra sempre essere il contrario di tutto! Ognuno vuole raccontare la propria verità, magari sparlando, più o meno velatamente, di altri. Bisogna andare, ricercare, avere voglia, tempo ed energie per confrontarsi direttamente! Solo così si può crescere, senza fronzoli, attraverso una semplice ma efficace valutazione diretta. Il vantaggio di quest’atteggiamento vi fornirà senza dubbio l’inequivocabile verità! Potrete così realmente valutare dove è il giusto e dove è l’errore.

In una discussione, c’è chi osanna… in un’altra, c’è che denigra! Molto spesso dietro certi giudizi e considerazioni, ci sono: una buona dose d’invidia, concorrenza sleale e interessi molto personali, che animano il “tuttologo di turno”, nei suoi paranoici soliloqui in rete. In molti casi, chi dà giudizi su qualcuno, neanche conosce realmente la persona in questione o l’argomento di cui si parla. Comodamente sedute in casa propria, certe persone, trovano estremamente “confortevole” nascondersi dietro fatiscenti “nicknames”, e sparare a zero, come cacciatori della domenica, su tutto ciò che si muove. Certo, la macchina del fango aiuta a nascondersi meglio! Un ben calcolato tranello, nel quale oggi, solo qualche idiota può cadere e quello che resta alla fine, è solo un insieme di gratuite illazioni, espresse con tanta cattiveria.

Evitate quindi di prendere in seria considerazione affermazioni che inneggiano o denigrano qualcuno, soprattutto quelle che iniziano con il classico “secondo me…”, oppure con “ho sentito dire…”. A volte, è divertente leggere tesi meschine, a sostegno delle quali c’è il classico “copia e incolla”… eh già! Si fa fatica a scrivere qualcosa di proprio. Per fortuna il Kung-Fu è ancora una di quelle cose reali, dove occorre una buona dose di concretezza oltre le chiacchiere e arriverà il giorno in cui, le affermazioni virtuali, cadranno inevitabilmente!

Il secondo punto, è rappresentato da un insieme di tre aspetti, strettamente connessi fra loro e che nei tempi moderni, sono divenuti doti molto rare.  Queste virtù, devono necessariamente far parte, nel “DNA” di ogni praticante che aspiri a diventare un futuro Maestro! Un allievo dovrebbe quindi possedere: umiltàpazienza, e intelligente costanza nella pratica.

Con questo, s’intende dire che il praticante deve sì possedere certe qualità, ma ciò non vuol certo dire un totale asservimento, derivante dall’ottusa sottomissione al proprio insegnante. Il problema è purtroppo rappresentato, da varie forme di plagio che molti insegnanti mettono in atto nei confronti dei propri allievi, per sottometterli ai propri scopi! Ciò non sarebbe necessario se la causa è una giusta causa, poiché un’onesta motivazione, non ha bisogno di essere supportata da una manipolazione indiscriminata, della mente di un allievo da parte del proprio insegnante.

Da lì a praticare “l’assurdo”, fatto di gare e viaggi turistici, conditi di “medicina tradizionale”, pranoterapia, macrobiotica, prodotti energetici e biologici… il passo è breve! Diffidate soprattutto di chi, durante le lezioni, parla male di altre realtà, poiché il suo scopo non è quello di trasmettere la propria conoscenza, ma solo cattiveria gratuita. E da un tizio simile, cosa potreste imparare? Forse… a diventare come lui!

Per questo, nelle prime lezioni se siete giovani, è molto importante, quando scegliete una scuola, essere accompagnati da un adulto che potrebbe consigliarvi, meglio se un familiare. Se invece siete adulti, la presenza di un amico fidato, non guasterebbe! Il suo disinteressato giudizio potrebbe evitarvi una grossa perdita di tempo e denaro. Soprattutto se siete alimentati da passione e se avete desiderio di praticare, questo potrebbe falsare la vostra obiettiva capacità di giudizio e vi ritrovereste sicuramente a fare la cosa sbagliata, con la convinzione che sia quella giusta. La sincera presenza di un amico e il suo disinteressato giudizio, potrebbe certamente aiutarvi a non commettere un errore del quale potreste poi pentirvi amaramente.esterni_interni_3

Una volta che avrete scelto la strada giusta, allora, siate umili, pazienti, allenatevi costantemente e seguite i consigli di chi v’istruisce! Avrete molto da imparare e le distrazioni ritardano la reale crescita di un individuo.

In conclusione, la strada che vorrete intraprendere, giusta o sbagliata che sia, la stabilirete voi stessi, attraverso la vostra prima, importante decisione. Ponderare, osservare e poi scegliere, sulla base di concrete informazioni e non solamente “per aver sentito dire”, è estremamente vitale! Le vostre deduzioni e le conseguenti scelte che ne deriveranno, segneranno in modo indelebile la vostra esperienza come praticante nel campo delle arti marziali tradizionali.


Se il primo passo sarà quello giusto, probabilmente diventerete dei Maestri titolati. In caso contrario, nella migliore delle ipotesi vi ritroverete a praticare solamente uno sport da combattimento e nella peggiore… qualcosa di veramente innominabile, che vi stravolgerà la vita, facendo di voi un ulteriore “deluso” del Kung-Fu tradizionale cinese!

Importante Evento

di FINE ANNO

PiGua MIAO DAO DI YI LU

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