sul Maestro…



gy1Pratico Kung-Fu Tradizionale Cinese da una vita, conservando inalterato nel tempo lo stesso entusiasmo degli inizi e alimentando la mia passione con una continua e inesauribile sete di conoscenza che mai mi ha abbandonato sin dal primo giorno in cui ho mosso i primi passi in quest’affascinante e inesplorato universo che è l’arte marziale cinese tradizionale. Eravamo al termine degli anni ’60 e le arti marziali giapponesi iniziavano a fare capolino dalle nostre parti, mentre il Kung-Fu era una cosa, ancora sconosciuta. A differenza di molti altri, questa “strana moda” venuta dalla Cina, non è stata per me un’infatuazione passeggera e anche se le mie idee di bambino, erano piuttosto confuse (come quelle di tutti coloro che praticavano in quegli albori), ho intrapreso un cammino che da “amore a prima vista”, si è trasformato grazie alla mia passione, in un modo di vivere che permea la mia esistenza da allora.

In tutti questi anni di dura e intensa pratica, fatta di ricerca personale e  approfondimenti in prima persona, ho visto e sperimentato tante cose, grazie alle innumerevoli esperienze realizzate. Ho insegnato ad innumerevoli allievi e conosciuto molti Maestri. Alcuni di essi, sono divenuti miei insegnanti ed hanno accompagnato i passi della mia crescita e tuttora m’ispirano a migliorare ed evolvere la mia arte e questo mi aiuta a protrarre il mio tirocinio nel tempo.

Come spesso dico ai miei allievi:- “Si smette di essere Maestro, il giorno che si smette di essere Allievo”. Una piccola ma essenziale verità che ebbi la fortuna di comprendere molti anni fa, quando ero agli inizi e da allora mi ha accompagnato nella mia continua crescita d’insegnante. Vorrei quindi cercare di spiegare in queste poche righe il vero significato del Kung-Fu, che non sia il solito pugno o calcio… la solita tecnica ripetuta fino alla nausea, ma un guardare attentamente dentro se stessi. In noi, esiste un immenso e inesplorato universo, a volte non basta una vita per comprendere chi siamo realmente. Il Kung-Fu offre un’approfondita chiave di lettura! Un viaggio che inizia da un singolo primo passo con la consapevolezza del proprio limite fisico e che si snoda attraverso una concreta crescita interiore, grazie alla comprensione di alcune semplici ma essenziali verità. L’incontro con il proprio Maestro è fondamentale e segnerà il punto fermo da cui inizierà il vostro viaggio. Senza una vera guida, esperta e coscienziosa, questo viaggio sarà inutile. Molti credono che il Kung-Fu sia soltanto un qualcosa di utile per difendersi da eventuali aggressori… pochi sanno che l’unico vero nemico che il Kung-Fu dovrebbe aiutarci a sconfiggere è dentro di noi… dalla nascita!

In primo luogo vorrei chiarire un punto: la differenza fra istruttore e Maestro. Oggigiorno, il termine “Maestro” o “ShiFu” è abusato e nella stragrande maggioranza dei casi non corrisponde al reale titolo che chi v’insegna possiede. Prima dell’avvento dell’arte marziale moderna, nei circoli privati cinesi di Kung-Fu (che non erano certo affollati come quelli di oggi), esistevano solamente due “gradi” o meglio, due figure. Il Maestro insegnava e l’Allievo imparava e i loro rapporti erano come quelli che si sviluppano all’interno di una famiglia, nella quale questa conoscenza era tramandata quasi segretamente, come un tesoro da custodire nel tempo e riservato a pochi. In definitiva, “colui che insegnava” era considerato come un padre e “colui che imparava” era un figlio acquisito. In seguito, con la diffusione delle arti marziali in Cina, si crearono delle figure intermedie: fratello… sorella… fratello maggiore, fratello minore zio… ecc. ecc. Di solito la figura di fratello maggiore, corrispondeva a quella dell’Allievo Anziano o “Istruttore”. L’istruttore, faceva le veci del Maestro in sua assenza ed era di solito in grado di sostituirlo in tutto ciò che riguardava l’insegnamento tecnico.

sageQuesta figura si differenziava moltissimo dal Maestro poiché, pur conoscendo la tecnica ed essendo in grado di eseguire correttamente un movimento tanto da poterlo insegnare, l’istruttore (complice spesso la sua giovane età), non era però in grado di fornire altro che non fosse questo. La crescita spirituale di un allievo, il suo perfezionamento e approfondimento del Kung-Fu erano strettamente legati alla figura del Maestro, che grazie alla sua esperienza, ai suoi studi e al suo vivere “in un certo modo”, poteva fornire al proprio studente una marcia in più nella comprensione reale dell’arte marziale tradizionale. Una persona quindi che dedicava tutto il suo tempo a questo “modo di vivere” e che prima di dare delle risposte a qualcun altro, doveva averle trovate per se stesso.

C’è una precisazione da fare… io parlo di una figura di Maestro che non è quella originaria, poiché agli inizi chi praticava Kung-Fu era considerato dai più, come una persona ottusa, rozza, ignorante, che amava solamente “menar le mani” e non aveva rispetto per niente e nessuno. A quei tempi, i maestri di Kung-Fu, non godevano certo di molta popolarità in Cina, anzi erano indicati come persone negative e di malaffare. La figura di “Maestro” cui faccio riferimento, è quella di colui che oltre ad essere abile nelle arti marziali tradizionali, era un individuo lungimirante che possedeva una grande “chiarezza mentale”. Mi riferisco in questa sede, a quella sensibile e nobile persona che studia e possiede la necessaria profondità interiore che gli permette di evolversi in maniera corretta, fino a diventare un uomo erudito, in grado di comprendere la profondità di quanto pratica da una vita e in grado di raggiungere una comprensione, che trascende ben oltre, l’atteggiamento prettamente fisico o tecnico. Il vero Maestro rispetta il “WuDe”, una sorta d’antico codice di virtù morale, strettamente in simbiosi con le arti marziali tradizionali e senza il quale si ritornerebbe a essere quei praticanti ottusi e ignoranti di tanti secoli fa.

Il “Maestro” che intendo in questa sede, è l’evoluzione di quella primitiva figura grezza che grazie al suo studio, al suo impegno, alla passione, alla dedizione e alla luce di una profonda filosofia di vita orientale (Buddismo – Taoismo – Confucianesimo), abbinata alle arti marziali, si trasforma in preziosa giada e diventa un “illuminato”. Grazie a questa evoluzione, persone normali del passato come Huo Yuan Jia, Sun Lu Tang, Wong Fei Hung e altri, sono divenuti, di là delle leggende, dei rari esempi di maestria e concreti punti di riferimento per tutti noi moderni Maestri di Kung-Fu. Grazie a loro, il Kung-Fu è divenuto un’arte marziale completa, non violenta e adatta alla difesa personale. Uno stile di vita che contribuisce a formare un individuo maturo, consapevole e determinato nel giusto. Una persona che i cinesi dei tempi andati identificavano nell’Uomo Reale, colui che grazie ad in intimo rapporto con se stesso e in armonia con tutto ciò che lo circonda, era in grado di seguire l’andamento naturale delle cose e in virtù di ciò, aveva raggiunto un alto livello di comprensione; era cioè, divenuto Saggio! Egli dedicava ogni secondo della sua giornata alla sua personale crescita e poi… trasmetteva la sua conoscenza acquisita, con passione ed entusiasmo ai propri allievi.

DaodeTianzunUno dei problemi fondamentali di oggi, è insito nel fatto che chi insegna, lo fa dopo il lavoro. Nulla da obiettare se l’insegnante è una coscienziosa persona che insegna il poco o il tanto che conosce per passione e si sforza, nonostante la sua condizione al massimo delle sue possibilità. Il problema nasce quando si riversano le proprie frustrazioni sugli allievi… allora le cose cambiano! Quanti sono coloro che realmente, possono dire oggi di essere Maestri di Kung-Fu? Quanti sono coloro che realmente, possono esercitarsi solo in quello e farlo dalla mattina alla sera? Quanti sono oggi gli insegnanti che hanno il proprio Maestro vicino e possono continuare a perfezionarsi ulteriormente senza dover percorrere migliaia di chilometri?

Certo, bisogna “andare alle radici”, per comprendere meglio… ma chi è in grado di spiegarmi perché bisogna sbandierarlo così tanto ai quattro venti una volta che si torna a casa? Dopotutto, la moda dei lunghi viaggi, utilizzati per acquisire credibilità, un mix fra studio e turismo dove si cerca di apprendere il più possibile, è cosa ben nota! Si partecipa a qualche gara, si praticano un po’ di “public relations”, ma soprattutto si scattano tantissime foto da esibire poi come prova. A questo punto, si pretende del rispetto, senza però mai averlo per gli altri! E già, perché ciò che si fa “da noi”, come spesso affermano certi individui, è sempre meglio di quello che si pratica “da altri”. Mi duole dirlo, ma oggi ci sono moltissimi Istruttori e pochissimi Maestri. E’ talmente evidente! Molti si autoproclamano tali, invece non sono altro che presuntuosi con manie di grandezza.

Il Kung-Fu è un meraviglioso viaggio in profondità, alla ricerca della nostra vera essenza di esseri umani. Un’intima esperienza che ci conduce, un passo dopo l’altro alla conoscenza dell’ “io” più profondo e che può accompagnarci per tutta una vita.Il vero Maestro deve essere un esempio da seguire; una persona che grazie alla sua sensibilità, è in grado di cogliere ogni sfumatura intorno a se. Egli può così riuscire a fornire sempre un insegnamento appropriato alla crescita del proprio allievo. Ciò richiede tempo, energia, sacrificio e l’aver accettato la “sfida” del proprio Maestro… quella di creare un nuovo Maestro!

Allo stato attuale, essere Maestri, comporta l’assunzione di una grande responsabilità! Così come è accaduto nel passato, attraverso le nostre attuali scelte, siamo in condizione d’influenzare il corso delle arti marziali. Possiamo elevarle, diffonderle, farle crescere, oppure distruggere quanto è stato pazientemente costruito da a coloro che ci hanno preceduto. Si corre il rischio di lasciar sprofondare il tutto nell’oblio! Molti insegnanti non hanno ancora ben compreso il loro ruolo  e neanche il vero significato delle arti marziali tradizionali. Noi siamo il “ponte” fra passato e futuro! Siamo il tramite… quel sottile legame fra generazioni di praticanti che si avvicendano da sempre e che si trasmettono la conoscenza come avviene per il passaggio di un testimone.

bodhiUn compito ben differente da chi insegna esclusivamente per sport, denaro, o ponendo in primo luogo la competizione sportiva. Molte arti marziali tradizionali si sono trasformate col tempo in sport da combattimento e il valore di un praticante viene fissato, in virtù di quante persone si è più o meno riusciti a picchiare. Un tempo il combattimento era considerato come la soluzione estrema e non si trattava di un combattimento sportivo ma per la vita… molto spesso la propria. Per questo era importante il più delle volte “arrivare alla vittoria senza combattere”, poiché la vita di un essere umano aveva un valore e per un vero Maestro ciò era importante! Non era necessario distruggere una vita a sproposito. Oggi si fa solo finta di combattere, poiché non esiste quasi mai un vero motivo per arrivare a tanto e le arti marziali tradizionali non dovrebbero essere studiate per picchiare di più, bensì per aiutare a risolvere più civilmente le eventuali dispute. Il problema è che chi ricorre in primo luogo al combattimento, lo fa perché è una persona fondamentalmente insicura e ha bisogno di dimostrare soprattutto a se stesso di non esserlo. L’unico nostro vero nemico siamo noi stessi, con le nostre paure, la nostra rabbia, le nostre insicurezze… il Kung-Fu dovrebbe educarci e aiutarci a crescere, permettendoci di imparare con il tempo a controllare gli aspetti negativi del nostro carattere e aiutandoci a trovare il vero equilibrio. In tutto questo, la figura del Maestro gioca un ruolo fondamentale! I nostri studi, che rappresentano il legame con il passato, devono necessariamente evolversi, adeguandosi al tempo in cui viviamo. L’evoluzione di quanto studiato influenzerà inevitabilmente quello che sarà il futuro. Se avremo lavorato bene e con coscienza, avremo contribuito a costruire solide fondamenta per le future generazioni di praticanti, altrimenti, avremo edificato solamente una cattedrale nel deserto, e tutto sarà inghiottito dal nulla. Se si trasmettono ideali e valori, insieme al movimento, l’arte marziale tradizionale potrà sopravvivere alle mode, alle tendenze, al tempo che scorre inesorabilmente e trovare la sua giusta posizione nell’evoluzione della sua storia.

Una cosa è certa, più vado avanti, più sono fermamente convinto che la figura del Maestro, quello vero con la “M” maiuscola, abbia una vitale importanza, occupando una posizione di concreto riferimento nel Kung-Fu Tradizionale. Il problema, è che questo ruolo è ambito purtroppo da molti che non hanno le idee ben chiare al riguardo e così, alla loro confusione, si aggiungerà inevitabilmente, in seguito, quella dei loro allievi.

Un vero e proprio cancro che attanaglia la nostra disciplina, è rappresentato da quei meschini individui che con il loro comportamento, disorientano i propri allievi, confondendoli con una ben architettata parvenza di misticismo da santone o guru. La loro conoscenza del Kung-Fu è di basso livello, dato che imparano da qualche video che circola sulle arti marziali, magari rielaborandolo o nei casi più fantasiosi, prendono le idee da YouTube. In certe situazioni, avere un look da monaco è molto importante e per questo ci si taglia persino i capelli a zero e nei discorsi si iniziano ad effettuare lunghe pause di riflessione (beato chi ci crede). Con l’ausilio i qualche giochetto di prestigio e la complicità di pochi e fidati allievi ammaestrati allo scopo, si inizia un vero e proprio plagio ai danni di quanti verranno a contatto con il proprio gruppo. Una realtà del genere non è una scuola di Kung-Fu, ma si avvicina più al concetto di “setta”. La cosa più brutta è data dal fatto che certi sedicenti individui, si nascondono sempre dietro ai propri allievi. In questo modo, la fanno spesso franca; dato che sono privi di una coscienza morale e talmente scaltri, trovano sempre chi paga per loro. Atteggiarsi a maestro, non vuol dire esserlo veramente e in ogni caso è sempre il Kung-Fu che ne ricava una pessima pubblicità. Un Maestro dovrebbe essere in grado di creare altri nuovi insegnanti e non cercare di infatuare con futili trucchetti da baraccone i propri studenti, favoleggiando sull’energia vitale!

yf1Un vero Maestro dovrebbe insegnare ai propri allievi che nel Kung-Fu, l’unico vero combattimento è contro la parte peggiore di se stessi e che l’agonismo sportivo non è altro che una distorsione, uno “specchietto per le allodole” creato ad hoc per gente insicura e che genera anche un discreto business. Poca cosa questa, se paragonata al percorso di crescita che un’intera Vita richiede. Un vero Maestro dovrebbe insegnare che una lampadina si accende premendo un interruttore… in caso contrario, se egli è in grado di farlo (nutro fortissimi e fondati dubbi a tale proposito) con le sole mani, dovrebbe essere capace di insegnare questa “maestria” ai propri allievi, senza trucchi ed essere in grado di ripetere tale esercizio ogni volta che gli venga richiesto. Se così non fosse, si confonderebbe l’energia (Qi) con l’energia elettrica, che è un’altra cosa! Ma la cosa più triste è che si confondono i propri allievi lasciando loro credere di essere in grado di compiere imprese straordinarie, fra le quali quella di guarire persino il cancro… magari con una sorta di pranoterapia fatta in casa. E qui, stendo un pietoso velo, poiché certe persone andrebbero prese a schiaffi, rinchiuse in galera e la chiave gettata in mare.

La vera importanza di “colui che indica la Via”, è nella sua semplice, genuina e onesta umiltà. Essere modesto, disponibile, tollerante, paziente e soprattutto sincero! Questi sono i fondamentali requisiti che occorrono. Non c’è certo bisogno di parlare male degli altri per essere seguiti da qualcuno. In definitiva analisi, certi doveri morali nei confronti del proprio ruolo, lo rendono figura essenziale nella corretta crescita dei propri allievi! Egli non dovrebbe mai porsi in vista, il suo deve essere un compito operato in modo discreto. La sua responsabilità è far crescere senza errori i propri allievi, per il tempo che loro saranno disponibili sotto la sua diretta influenza.

In conclusione, un vero Maestro di Kung-Fu, deve essere quel semplice ma resistente filo… che è in grado di unire le tante piccole e preziose perle (i propri allievi) di quella preziosa collana che è il Kung-Fu.


顧德義師父 Shifu KuDeYi (Luigi Guidotti)

Il Maestro Luigi Guidotti, pratica l’Arte Marziale Cinese Tradizionale dal 1967 e questo lo colloca fra i pionieri del Kung-Fu in Europa. Nel 1978 decise di dedicarsi alla diffusione di ciò che è oggi divenuto il suo naturale stile di vita. Da quel momento, pur insegnando, ha sempre continuato a perfezionarsi con maestri di fama internazionale, mantenendo vivo il suo interesse per l’arte marziale cinese. Sotto la sua guida si sono perfezionati moltissimi praticanti anche stranieri.


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la sua genealogia
il suo curriculum
il maestro guidotti
cosa ha fatto
By |2016-10-25T16:21:31+00:00luglio 6th, 2014|
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