sullo Stile…



kudeyi_shifu_c-300x218Uno o più stili?

“Qual è lo stile più efficace; il sistema migliore?… E’ meglio praticarne uno solo piuttosto che diversi?” Domande che tutti si pongono e che nella rete trovano ampio dibattito, anche se spesso e volentieri c’è chi tira l’acqua al proprio mulino.

La mia modesta opinione, in merito al primo quesito è molto chiara ed è la seguente: non esiste lo stile più efficace! Ciò che conta non è lo stile, ma l’individuo stesso, la sua intelligenza nella gestione della tecnica, della forma e dei valori che si acquisiscono con la pratica, con il tempo e con l’esperienza. Il secondo quesito è strettamente collegato al primo e per spiegarlo, userò un esempio che parte da un semplice ma chiaro concetto: L’essere umano per crescere, evolversi, sentirsi realizzato e naturalmente per vivere bene e in armonia, ha bisogno d’innumerevoli “input”. Alcuni di essi, sono di natura pratica, altri sono molto meno evidenti e nutrono la nostra interiorità, la nostra fantasia, il nostro estro e ci permettono di spaziare e creare.

In definitiva, noi siamo una complessa macchina che per funzionare correttamente, ha bisogno di respirare, mangiare, dormire e coltivare allo stesso tempo emozioni, passioni. Tutto ciò al fine di un raggiungimento armonico, uno “star bene”, con se stessi e con gli altri che nulla ha a che vedere con l’attuale momento sociale che stiamo vivendo e che conduce il singolo alla comprensione del “SE”! Gli stili rappresentano visioni parziali di un quadro ben più ampio. Essi sono come le religioni, i partiti politici, le squadre di calcio… dividono le persone, le mettono le une contro le altre, generano il caos! Una volta non era certo così.

kyc-220x300Chi, oggi s’identifica spudoratamente con l’appartenenza a un singolo “stile tradizionale”, sbandierandolo ai quattro venti come un pregio, ha un ben chiaro obiettivo prestabilito: avere un circolo chiuso, aiuta a tener legati a se stessi i propri allievi. Di solito queste persone esprimono questo loro concetto corredandolo con filosofia orientale di bassa lega, usando la classica frase a effetto:- “…Se per tutta la vita non si pratica un solo stile, si è superficiali e non si comprenderà mai la profondità del Kung-Fu e… si diventerà un maestro chop sui…”. Spesso, in questi soliloqui, ci si dimentica magari, che il proprio stile è già un “minestrone” e che ha preso sequenze, tecniche e modo di pensare da altri sistemi molto più antichi e tradizionali. Si cerca semplicemente di ridisegnare la storia a proprio favore, per ottenere un pratico e personale tornaconto. La verità è ben altra cosa!

Anticamente, i Maestri che elaboravano la propria conoscenza marziale catalogandola nel proprio stile di famiglia, erano paradossalmente più aperti mentalmente di certi individui odierni. Essi non erano certo spinti dal conseguimento di futili obiettivi materiali; come la presunzione personale, la sete di potere o dal business che oggi ruota intorno al mondo delle arti marziali. Semplicemente i Maestri del passato, amavano scambiare le proprie conoscenze con altri maestri, che come loro, non si facevano alcuno scrupolo di scambiarsi tecniche, filosofia e allievi del proprio sistema. In certi casi, non rappresentava un problema, neanche incorporare nella propria scuola ciò che proveniva dalle altre. In barba alla “purezza dello stile” tanto ostentata oggi da certi moderni insegnanti, i Maestri del passato erano sovente amici fra loro, al di fuori della propria cerchia, perché riconoscevano del valore all’altro! Dopo essersi conosciuti e confrontati sulle proprie idee e sul proprio stile, molto spesso simpatizzavano. Questo aiutava la diffusione dell’arte marziale tradizionale e contribuiva ad arricchire la loro personale conoscenza.

Perché oggi tutto ciò non è possibile? La risposta è da ricercarsi nella “maldicenza”! Si trascorre molto tempo a parlare male di tutto il resto che non sia la propria realtà, senza sapere che alla fine, ciò che si penalizza concretamente è il Kung-Fu. Io considero i vari stili, semplicemente come dei frammenti di un unico grande mosaico che è il Kung-Fu; “l’abilità acquisita con il sacrificio di una vita”, nello studio di tutte le correnti e le espressioni; non superficialità, bensì l’approfondimento di concetti legati a ogni singolo modo di vedere le cose.

kudeyi_shifu_b-300x227Dalle innumerevoli storie tramandateci sui Maestri del passato, ci si rende conto che essi studiavano più di uno stile e che in ogni caso, nell’approfondimento di un intero sistema non occorrevano più di tre o quattro anni. E già, perché gli stili tradizionali non avevano molte sequenze al proprio interno ed esse servivano per comprendere i concetti, che rappresentavano il vero tesoro del sistema studiato. A quei tempi, non era importante la ricerca dell’estetica (tanto cara oggi ai praticanti moderni) e a volte, il sistema completo si riduceva solo a una serie di azioni e non di forme. E poi? (direte voi): concluso il suo tirocinio, e con la benedizione del proprio Maestro, il praticante, approfondiva la propria passione attraverso altre esperienze, ma senza mai dimenticare la gratitudine nei suoi confronti, oggi invece, è esattamente l’opposto. L’attuale utopia di sistemi definiti tradizionali e che vantano “oltre 190 forme” al loro interno, attribuite favolisticamente (perdonatemi la licenza poetica), al fondatore dello stile e studiate attraverso manoscritti antichi… una favola moderna, creata ad hoc per gestire l’attendibilità di un sistema e dei suoi seguaci!

Alla stregua di tutto ciò e di quanto studiato in questi anni, io considero il Kung-Fu nella sua totalità e i suoi svariati stili, a mio parere, altro non sono che sfaccettature di un unico, grande diamante! Per ammirare la reale bellezza di questa pietra preziosa, bisogna osservarla da tutte le prospettive. Allo stesso modo, con il Kung-Fu, io desidero unicamente praticarne tutti i suoi aspetti e vi assicuro che non l’ho mai fatto in modo superficiale! Certo… ne ho avrò avuto del tempo da quando iniziai nel 1967… inoltre, non faccio altro che questo da allora. Amo l’arte marziale tradizionale, nel mio studio e nell’insegnamento sono sempre accorto e mai ottuso! Ciò che mi muove è semplice passione. Preferisco studiare tanti stili e le loro forme alla luce dei loro concetti originali, piuttosto che forme riprese da altri sistemi, incorporate nel proprio e adattate a quanto si pratica (snaturandolo) e continuare a dire però di praticare un solo stile…lyt-225x300

Mangiare, continuando ad abbuffarsi ottusamente della stessa pietanza? Ognuno è liberi di fare ciò che crede! Il buonsenso però, segue un’altra direzione. Come ho detto prima per stare bene e crescere, abbiamo bisogno di variare la nostra alimentazione e… di ben altro. I Maestri tradizionali del passato avevano ben compreso questa piccola ma fondamentale verità. La creazione di nuovi sistemi e l’ampliamento del proprio, attraverso l’inglobamento di forme e tecniche di altri, ne sono un costante e positivo esempio. L’importante è seguirne i concetti originali ed esprimere quanto inserito secondo l’idea dello stile di provenienza. Da quando è nato, il Kung-Fu necessita di questo! Per diffondersi ed essere tramandato alle future generazioni, esso ha bisogno di Maestri dalla chiara apertura mentale, poiché è grazie a questo che il Kung-Fu tradizionale si è evoluto, giungendo fino a noi senza fossilizzarsi.

Io sono arrivato a una conclusione: in merito allo stile più efficace… Non esiste lo stile più efficace! Esiste solo un Maestro più bravo di un altro e che riesce a esprimere meglio ciò che ha appreso. In merito alla pratica di un solo stile o tanti… Non conta quanti se ne studiano, anche in questo caso, conta chi è il tuo insegnante e quanta voglia si ha di apprendere. Il tutto, naturalmente, deve spaziare sopra i limiti e i luoghi comuni, di quanti cercano di portare acqua al proprio mulino. Del resto, ogni stile o sistema, fin dalla sua creazione è sempre stato influenzato da tutto il resto…

 


顧德義師父 Shifu KuDeYi (Luigi Guidotti)

Il Maestro Luigi Guidotti, pratica l’Arte Marziale Cinese Tradizionale dal 1967 e questo lo colloca fra i pionieri del Kung-Fu in Europa. Nel 1978 decise di dedicarsi alla diffusione di ciò che è oggi divenuto il suo naturale stile di vita. Da quel momento, pur insegnando, ha sempre continuato a perfezionarsi con maestri di fama internazionale, mantenendo vivo il suo interesse per l’arte marziale cinese. Sotto la sua guida si sono perfezionati moltissimi praticanti anche stranieri.


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 “Osservare” è un’Arte… o meglio: “il saper osservare” è la vera Arte! Ho sempre guardato ai “giovani”, ma ho appreso dagli “anziani”! Potrei riassumere in questa frase, il mio concetto di corretto apprendimento. In [...]

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 Pratico Kung-Fu Tradizionale Cinese da una vita, conservando inalterato nel tempo lo stesso entusiasmo degli inizi e alimentando la mia passione con una continua e inesauribile sete di conoscenza che mai mi ha [...]

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By |2016-10-15T16:53:46+00:00luglio 1st, 2014|
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